
Negli ultimi anni siamo diventati tutti molto più attenti alle bollette. Il prezzo dell’energia è entrato stabilmente nelle conversazioni quotidiane e ogni cambiamento normativo, oggi più che mai, merita di essere spiegato con chiarezza.
Uno di questi cambiamenti si chiama ETS 2 e, anche se entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, è bene iniziare a conoscerlo già ora.
Se ne parla spesso come di una “nuova tassa sul gas”, ma la realtà è più complessa. Capire come funziona l’ETS 2 aiuta a leggere meglio quello che vedremo in bolletta e, soprattutto, a fare scelte più consapevoli.
ETS è l’acronimo di Emission Trading System, ovvero il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂.
Con l’ETS 2, l’Unione Europea ha deciso di estendere questo meccanismo anche a settori finora esclusi, come gli edifici e il riscaldamento domestico.
In pratica, chi immette sul mercato combustibili fossili – come il gas naturale – dovrà sostenere un costo legato alle emissioni di CO₂ che quel gas produce quando viene utilizzato.
Non è il cittadino a pagare direttamente questa quota allo Stato, ma le società che vendono gas, che a loro volta la incorporano nel prezzo finale dell’energia.
È per questo che non si tratta di una tassa diretta in bolletta, ma di un costo indiretto che può comunque tradursi in un aumento della spesa annuale.
Questa è una delle domande più frequenti, e ad oggi la risposta è: dipende.
Non è ancora stato stabilito con precisione come il costo ETS 2 verrà indicato nelle bollette italiane.
Potrebbe:
Le modalità definitive verranno decise più avanti dalle autorità italiane, in particolare da ARERA. Quello che è certo è che l’aumento non sarà immediatamente “leggibile” come una tassa separata, ma andrà interpretato all’interno dell’offerta del fornitore.
Al momento non esistono importi ufficiali. Le stime dipendono da diversi fattori:
Secondo le prime valutazioni, si parla di un possibile costo aggiuntivo intorno ai 2,5 centesimi per metro cubo di gas.
Questo valore, però, non è fisso e potrebbe:
È importante ribadirlo: si tratta di stime, non di cifre definitive. Ma il messaggio è chiaro: chi consuma più gas sarà più esposto agli effetti dell’ETS 2.
No, ed è un punto cruciale.
Dal momento che l’ETS 2 non è una tassa standardizzata applicata allo stesso modo per tutti, ogni fornitore potrà decidere come gestire questo costo.
Alcuni operatori potrebbero:
Questo significa che, dal 2027 in poi, confrontare le offerte diventerà ancora più importante. Le differenze tra fornitori potrebbero aumentare, non solo per il prezzo dell’energia, ma anche per il modo in cui vengono gestiti i nuovi costi legati alle emissioni.
Il calendario previsto dall’Unione Europea è il seguente:
Esiste una clausola di salvaguardia che consente all’UE di rinviare l’applicazione in caso di forti tensioni sui prezzi dell’energia, ma al momento la data del 2027 resta confermata.
L’obiettivo dell’ETS 2 non è “fare cassa”, ma ridurre l’uso dei combustibili fossili e accelerare la transizione energetica.
L’idea è spingere, nel tempo, verso:
Per evitare che l’impatto ricada solo sulle famiglie, è stato previsto anche un Fondo Sociale per il Clima, pensato per sostenere i nuclei più vulnerabili durante questa transizione.
L’ETS 2 non è immediato, ma informarsi per tempo fa la differenza.
Capire come funzionano i costi, monitorare le offerte e scegliere fornitori trasparenti sarà sempre più importante.
Noi di latuabolletta.it seguiamo costantemente l’evoluzione normativa e le condizioni economiche applicate dai vari operatori, per aiutare i consumatori a evitare rincari non giustificati e a orientarsi in un mercato sempre più complesso.
Perché una bolletta più chiara non nasce solo da prezzi più bassi, ma da scelte consapevoli.