Cambiare casa è già, di per sé, un piccolo progetto: documenti da recuperare, contratti da aggiornare, utenze da verificare, tempi da incastrare. Tra le pratiche più frequenti c’è la voltura del gas, cioè il cambio di intestazione di una fornitura già attiva.
Finora, però, nel mercato gas il percorso non era sempre lineare per chi voleva fare due cose insieme: intestarsi la fornitura e scegliere subito un nuovo fornitore. Nella pratica, il cliente doveva spesso gestire due momenti distinti: prima la voltura con il venditore già presente sul punto di fornitura, poi il cambio fornitore.
Dal 1° luglio 2026 questo schema cambia. Con le nuove regole ARERA, sarà possibile richiedere la voltura gas con contestuale cambio fornitore, cioè scegliere il nuovo venditore già al momento del cambio intestatario.
Una semplificazione importante, soprattutto per chi entra in una nuova abitazione, per chi prende in affitto un immobile, per chi acquista casa o per chi deve riorganizzare rapidamente le forniture domestiche senza rincorrere pratiche separate.
La voltura è la procedura con cui cambia l’intestatario di un contratto di fornitura gas senza interrompere l’erogazione. Il contatore è attivo, il gas arriva già nell’immobile, ma il contratto deve passare dal vecchio intestatario al nuovo.
È il caso tipico di chi entra in una casa dove la fornitura non è stata chiusa: l’inquilino precedente, il proprietario o un altro soggetto risulta ancora intestatario del contratto e bisogna aggiornare i dati.
Diverso è il subentro: in quel caso il contatore c’è, ma la fornitura è stata disattivata. Non si tratta quindi solo di cambiare nome, ma di riattivare una fornitura cessata.
La novità principale è semplice da spiegare: dal 1° luglio 2026, chi deve intestarsi una fornitura gas attiva potrà rivolgersi non solo al venditore già presente su quel punto, ma anche a un nuovo fornitore scelto dal cliente.
In altre parole, la voltura non sarà più necessariamente il primo passaggio di un percorso a due tempi. Potrà diventare l’occasione per scegliere direttamente l’offerta più adatta.
Per il cliente significa meno passaggi amministrativi, meno tempi morti e maggiore libertà nella scelta commerciale. Per il mercato significa un allineamento più coerente tra elettricità e gas, perché nel settore elettrico questa possibilità era già stata disciplinata.
Il nuovo processo coinvolge diversi soggetti: cliente finale, venditore, distributore, Sistema Informativo Integrato e, nei casi di cambio fornitore, anche il nuovo soggetto commerciale scelto dal cliente.
Per il cliente, però, la logica è più semplice di quanto sembri. Chi deve intestarsi la fornitura potrà presentare la richiesta al venditore già attivo oppure a un nuovo venditore. La controparte commerciale dovrà comunicare l’accettazione o il rifiuto della richiesta entro 3 giorni lavorativi.
La procedura dovrà poi concludersi, in linea generale, entro un massimo di 5 giorni lavorativi dalla sottoscrizione del contratto, salvo che il cliente chieda una data di decorrenza successiva.
Questo passaggio è importante: la nuova regola non serve solo a “fare prima”, ma a rendere più ordinato un momento spesso delicato, in cui chi entra in casa vuole evitare ritardi, doppie comunicazioni e incertezze sulla decorrenza dei consumi.
La semplificazione arriva in un momento in cui il consumatore ha bisogno di chiarezza, non solo di velocità. Quando si entra in una nuova abitazione, infatti, il rischio è concentrarsi solo sull’urgenza: “devo intestarmi il gas”, “devo evitare problemi”, “devo sistemare le utenze”.
Ma la voltura è anche un momento strategico. È una delle poche occasioni in cui il cliente è naturalmente portato a rivedere il proprio contratto, le proprie abitudini di consumo e la convenienza dell’offerta attiva.
Con la nuova procedura, la scelta del fornitore entra subito nel processo. Questo può aiutare a evitare una situazione molto frequente: intestarsi una fornitura senza valutarne davvero le condizioni economiche, rimandando il confronto a un secondo momento che spesso non arriva mai.
La nuova regola riduce i passaggi, ma non elimina la necessità di valutare con attenzione l’offerta. Anzi, proprio perché sarà possibile scegliere subito il fornitore, diventa ancora più importante capire cosa si sta firmando.
Nel gas non bisogna guardare solo al prezzo comunicato in modo più evidente. Occorre verificare il tipo di offerta, la durata delle condizioni, la presenza di componenti fisse, eventuali servizi accessori, modalità di aggiornamento del prezzo e condizioni contrattuali.
Un’offerta a prezzo fisso può essere utile per chi cerca stabilità e vuole sapere con maggiore prevedibilità quale sarà il costo della materia prima per un certo periodo. Un’offerta indicizzata può invece essere più coerente con chi accetta una maggiore variabilità e vuole seguire l’andamento del mercato. Non esiste una risposta valida per tutti: esiste la risposta più adatta al profilo di consumo, alla casa e alle esigenze della famiglia.
In una voltura gas il codice PDR è fondamentale: identifica il punto di riconsegna, cioè il punto fisico in cui il gas viene consegnato all’utenza. Si trova in bolletta e serve a collegare correttamente la richiesta all’immobile.
Altro elemento utile è l’autolettura. Comunicare una lettura aggiornata del contatore aiuta a separare correttamente i consumi del precedente intestatario da quelli del nuovo cliente. In questo modo la bolletta di chiusura potrà riferirsi ai consumi maturati fino alla data della voltura, mentre i consumi successivi saranno attribuiti al nuovo intestatario.
Non è un dettaglio burocratico: è un passaggio pratico che aiuta a evitare contestazioni, stime non aggiornate o ripartizioni poco chiare.
La novità non riguarda solo il singolo cliente domestico. Può essere utile anche per proprietari di immobili, agenzie, amministratori, referenti aziendali e soggetti che gestiscono più contratti.
Ogni passaggio di intestazione è un momento in cui possono emergere errori: dati incompleti, codici PDR non corretti, decorrenze non allineate, letture mancanti, fornitori non verificati. Un percorso più integrato può ridurre la complessità, ma richiede comunque attenzione documentale.
Per questo la consulenza diventa centrale: non basta “fare la pratica”, serve accompagnare il cliente nella scelta, spiegare le differenze tra le offerte e prevenire costi o condizioni poco visibili.
Le nuove regole ARERA vanno nella direzione giusta: meno passaggi, più libertà di scelta e maggiore uniformità tra mercato elettrico e mercato gas. Ma la vera differenza, per il cliente finale, non sarà solo poter cambiare fornitore durante la voltura.
La differenza sarà arrivare a quel momento con le informazioni giuste.
Perché una pratica più semplice è utile, ma una scelta consapevole è ancora più importante. Soprattutto quando si parla di luce e gas, dove non conta solo il prezzo indicato in offerta, ma anche la struttura dei costi, la durata delle condizioni, le quote fisse e la coerenza con i propri consumi reali.
Con latuabolletta.it puoi confrontare le offerte luce e gas in modo semplice e trasparente, partendo dai tuoi consumi e dalle tue esigenze. Un supporto concreto per leggere meglio le proposte, evitare scelte affrettate e individuare la soluzione più adatta alla tua casa.
La voltura con cambio fornitore può diventare così non solo una pratica da chiudere, ma un’occasione per ripartire con un contratto più chiaro, più adatto e più leggibile.
Non solo cambiare intestatario.
Scegliere meglio.
ARERA — Delibera 323/2025/R/com
ARERA — Allegato A alla Delibera 323/2025/R/com
ARERA — Atlante per il consumatore, sezione gas: voltura e subentro
ARERA — Portale Offerte luce e gas
Sistema Informativo Integrato — specifiche e processi di switching gas
Dal 19 giugno 2026 entrano in vigore nuove tutele contro il telemarketing aggressivo nel settore luce e gas.
Una novità importante, perché riguarda un tema molto concreto: il modo in cui scegliamo le nostre forniture energetiche.
Negli ultimi anni molte persone hanno ricevuto telefonate commerciali su luce e gas. Alcune corrette, altre molto meno. Chiamate insistenti, offerte presentate come urgenti, frasi studiate per creare fretta o preoccupazione: “la sua tariffa sta cambiando”, “deve aggiornare il contratto”, “rischia un aumento”, “l’offerta vale solo oggi”.
Il problema non è ricevere una proposta commerciale. Il problema nasce quando una scelta importante viene presa sotto pressione, senza avere il tempo di leggere, confrontare e capire davvero.
E una fornitura di energia non dovrebbe mai essere scelta così.
La Legge 10 aprile 2026, n. 49, conosciuta anche come Decreto Bollette, introduce nuove misure per rafforzare la tutela dei clienti domestici nel settore dell’energia elettrica e del gas.
Il principio è chiaro: le sollecitazioni commerciali telefoniche non richieste, finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti luce e gas, non sono consentite se non ci sono condizioni precise.
Il professionista può contattare il consumatore solo in alcuni casi, per esempio quando è stato il consumatore stesso a richiedere il contatto attraverso i canali informatici dell’azienda, oppure quando si tratta di un cliente già acquisito che ha espresso uno specifico consenso a ricevere proposte commerciali.
In altre parole, non basta più una telefonata generica. Serve una base chiara, tracciabile e dimostrabile.
La norma stabilisce anche che sia il professionista a dover dimostrare la validità del contatto. Questo è un punto importante, perché sposta la responsabilità su chi propone il contratto e non solo su chi riceve la chiamata.
Inoltre, i contatti telefonici devono provenire da numeri che permettano di identificare in modo univoco il professionista. I contratti conclusi violando queste regole possono essere considerati nulli.
L’energia è una spesa quotidiana, ma non è una scelta banale.
Una tariffa luce o gas non si valuta solo guardando il prezzo promesso al telefono. Bisogna capire quali sono le condizioni economiche, se il prezzo è fisso o variabile, quali costi sono inclusi, quali servizi vengono aggiunti, quanto dura l’offerta, cosa succede alla scadenza e se quella proposta è davvero adatta al proprio modo di consumare.
Una famiglia che vive tutto il giorno in casa ha esigenze diverse da una famiglia fuori per lavoro fino a sera.
Un’attività commerciale ha consumi diversi da un’abitazione.
Un condominio richiede valutazioni ancora più ampie, perché le scelte energetiche coinvolgono più persone, più impianti e spesso anche decisioni assembleari.
Per questo scegliere luce e gas richiede attenzione. Non basta dire sì durante una telefonata. Serve leggere, confrontare, fare domande e, quando necessario, farsi aiutare a interpretare la bolletta.
Le nuove regole rappresentano un passo avanti, ma non risolvono automaticamente tutto.
Il telemarketing aggressivo spesso si muove ai margini delle regole. Cambia numero, usa prefissi esteri, sfrutta sistemi di mascheramento dell’identità del chiamante e prova a rendere più difficile riconoscere chi sta davvero telefonando.
AGCOM ha già introdotto misure di contrasto allo spoofing, cioè alla pratica con cui una chiamata proveniente dall’estero appare sul telefono come se arrivasse da un numero italiano. Secondo i dati diffusi dall’Autorità, nei primi giorni di applicazione del filtro anti-spoofing sulle numerazioni mobili sono state bloccate milioni di chiamate illecite.
Questo dimostra due cose.
La prima è che il fenomeno è molto esteso.
La seconda è che i controlli sono utili, ma devono essere accompagnati anche da maggiore consapevolezza da parte dei consumatori.
Quando si riceve una chiamata commerciale su luce e gas, è sempre bene mantenere un atteggiamento prudente.
Non bisognerebbe mai comunicare al telefono dati sensibili o informazioni che possono facilitare l’attivazione di un contratto non desiderato.
Tra i dati da proteggere ci sono POD e PDR, cioè i codici che identificano rispettivamente la fornitura elettrica e quella del gas. Attenzione anche ai codici cliente, ai dati bancari, ai documenti personali, agli OTP ricevuti via SMS e a qualsiasi informazione richiesta con urgenza.
Un operatore corretto non dovrebbe mettere pressione, non dovrebbe chiedere decisioni immediate e non dovrebbe usare frasi allarmistiche per spingere il consumatore a cambiare contratto.
Quando una proposta sembra troppo urgente, troppo conveniente o poco chiara, è meglio fermarsi.
La regola più semplice è questa: prima si legge, poi si decide.
Per capire meglio la propria situazione energetica, esistono anche strumenti pubblici messi a disposizione dai canali istituzionali.
Il Portale Offerte consente di confrontare le offerte di luce e gas presenti sul mercato in modo semplice e gratuito.
Il Portale Consumi permette invece di consultare i dati relativi alle proprie forniture, compresi i consumi storici e alcune informazioni tecniche e contrattuali.
Sono strumenti utili perché aiutano a partire dai dati reali, non dalle promesse.
Sapere quanto si consuma, quando si consuma e quali condizioni sono attive sul proprio contratto è il primo passo per scegliere meglio.
Spesso si guarda la bolletta solo per controllare il totale.
In realtà, la bolletta racconta molto di più.
Indica il tipo di fornitura, i consumi, la potenza impegnata, il periodo di riferimento, il codice POD o PDR, le condizioni economiche applicate, eventuali ricalcoli, conguagli o voci accessorie.
Capire questi elementi aiuta a evitare errori e a riconoscere proposte poco trasparenti.
Per esempio, un’offerta può sembrare conveniente perché comunica solo una parte del prezzo. Oppure può essere adatta a certi profili di consumo, ma non ad altri. Oppure ancora può includere servizi aggiuntivi che incidono sul costo finale.
Ecco perché confrontare non significa soltanto cercare il prezzo più basso.
Significa capire quale soluzione è davvero coerente con le proprie esigenze.
Le nuove regole sul telemarketing sono importanti perché rafforzano i diritti dei consumatori e mettono un limite alle pratiche commerciali più aggressive.
Ma la vera difesa resta la consapevolezza.
Non firmare o accettare nulla sotto pressione.
Non comunicare dati personali durante una telefonata non richiesta.
Non credere a urgenze non verificabili.
Non fermarsi alla promessa di risparmio, ma chiedere sempre condizioni chiare, documenti leggibili e tempo per valutare.
L’energia è una scelta quotidiana, ma anche strategica.
Riguarda la casa, il lavoro, le attività commerciali, i condomìni e il modo in cui gestiamo consumi, costi e sostenibilità.
Per questo merita attenzione.
Una telefonata può aprire una conversazione.
Ma una scelta energetica corretta dovrebbe nascere sempre da dati chiari, informazioni verificabili e decisioni prese senza fretta.
Dal 19 giugno 2026 cambiano le regole contro il telemarketing aggressivo nel settore luce e gas.
Le chiamate commerciali non richieste saranno più limitate, i contratti conclusi in violazione delle nuove disposizioni potranno essere contestati e chi propone il contratto dovrà dimostrare la validità del contatto.
È un passo avanti importante.
Ma per proteggersi davvero serve anche imparare a leggere la propria bolletta, conoscere i propri consumi e scegliere con attenzione.
Perché la bolletta non si decide al telefono.
Si capisce, si confronta e poi si sceglie.
Negli ultimi giorni il tema energia è tornato bruscamente sotto i riflettori. Le tensioni internazionali tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno avuto un impatto immediato sui mercati energetici, facendo impennare il prezzo del gas naturale.
In una sola giornata si sono registrati aumenti anche superiori al +40%, con inevitabili timori per le future bollette di luce e gas delle famiglie italiane.
IL NODO CENTRALE: LO STRETTO DI HORMUZ
Alla base di questi rincari c’è soprattutto il rischio legato allo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico.
Da qui transita una quota rilevantissima del gas naturale liquefatto (GNL) e una parte fondamentale del petrolio destinato ai mercati globali. Il timore di un blocco o di forti limitazioni al traffico nello stretto ha spinto i mercati ad anticipare possibili difficoltà di approvvigionamento, facendo salire i prezzi ancora prima che si verifichino reali interruzioni.
UN AUMENTO RAPIDO, MA IN UN CONTESTO INSTABILE
Gli aumenti attuali sono legati a eventi recentissimi e a uno scenario altamente volatile. Le previsioni per la prossima stagione termica parlano di un possibile +0,10 €/Smc, ma i prezzi potrebbero sia rientrare rapidamente sia aumentare ulteriormente.
PERCHÉ IL CARO GAS COLPISCE ANCHE LA LUCE
In Italia circa il 50% dell’energia elettrica è prodotta utilizzando gas naturale. Questo significa che l’aumento del gas incide anche sulla bolletta elettrica, facendo crescere i costi per famiglie e imprese.
PREZZO FISSO: ATTENZIONE A COSTI E PENALI
Il prezzo fisso oggi riflette quotazioni elevate e rischia di bloccare tariffe gonfiate dalla tensione del momento. Inoltre molti contratti prevedono vincoli di durata e penali per il recesso anticipato o la perdita di bonus e sconti.
Se nei prossimi mesi i prezzi dovessero scendere, uscire da un contratto fisso potrebbe comportare costi aggiuntivi.
MEGLIO MONITORARE E PRENDERE TEMPO
In questa fase è prudente evitare decisioni affrettate, monitorare l’andamento dei mercati e valutare il prezzo fisso solo quando la situazione sarà più stabile.
CONCLUSIONE
Il recente aumento del gas è legato alle tensioni geopolitiche, ma non è detto che rappresenti un nuovo equilibrio stabile. Oggi la scelta migliore è informarsi, attendere e decidere con calma.
Negli ultimi anni siamo diventati tutti molto più attenti alle bollette. Il prezzo dell’energia è entrato stabilmente nelle conversazioni quotidiane e ogni cambiamento normativo, oggi più che mai, merita di essere spiegato con chiarezza.
Uno di questi cambiamenti si chiama ETS 2 e, anche se entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, è bene iniziare a conoscerlo già ora.
Se ne parla spesso come di una “nuova tassa sul gas”, ma la realtà è più complessa. Capire come funziona l’ETS 2 aiuta a leggere meglio quello che vedremo in bolletta e, soprattutto, a fare scelte più consapevoli.
ETS è l’acronimo di Emission Trading System, ovvero il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂.
Con l’ETS 2, l’Unione Europea ha deciso di estendere questo meccanismo anche a settori finora esclusi, come gli edifici e il riscaldamento domestico.
In pratica, chi immette sul mercato combustibili fossili – come il gas naturale – dovrà sostenere un costo legato alle emissioni di CO₂ che quel gas produce quando viene utilizzato.
Non è il cittadino a pagare direttamente questa quota allo Stato, ma le società che vendono gas, che a loro volta la incorporano nel prezzo finale dell’energia.
È per questo che non si tratta di una tassa diretta in bolletta, ma di un costo indiretto che può comunque tradursi in un aumento della spesa annuale.
Questa è una delle domande più frequenti, e ad oggi la risposta è: dipende.
Non è ancora stato stabilito con precisione come il costo ETS 2 verrà indicato nelle bollette italiane.
Potrebbe:
Le modalità definitive verranno decise più avanti dalle autorità italiane, in particolare da ARERA. Quello che è certo è che l’aumento non sarà immediatamente “leggibile” come una tassa separata, ma andrà interpretato all’interno dell’offerta del fornitore.
Al momento non esistono importi ufficiali. Le stime dipendono da diversi fattori:
Secondo le prime valutazioni, si parla di un possibile costo aggiuntivo intorno ai 2,5 centesimi per metro cubo di gas.
Questo valore, però, non è fisso e potrebbe:
È importante ribadirlo: si tratta di stime, non di cifre definitive. Ma il messaggio è chiaro: chi consuma più gas sarà più esposto agli effetti dell’ETS 2.
No, ed è un punto cruciale.
Dal momento che l’ETS 2 non è una tassa standardizzata applicata allo stesso modo per tutti, ogni fornitore potrà decidere come gestire questo costo.
Alcuni operatori potrebbero:
Questo significa che, dal 2027 in poi, confrontare le offerte diventerà ancora più importante. Le differenze tra fornitori potrebbero aumentare, non solo per il prezzo dell’energia, ma anche per il modo in cui vengono gestiti i nuovi costi legati alle emissioni.
Il calendario previsto dall’Unione Europea è il seguente:
Esiste una clausola di salvaguardia che consente all’UE di rinviare l’applicazione in caso di forti tensioni sui prezzi dell’energia, ma al momento la data del 2027 resta confermata.
L’obiettivo dell’ETS 2 non è “fare cassa”, ma ridurre l’uso dei combustibili fossili e accelerare la transizione energetica.
L’idea è spingere, nel tempo, verso:
Per evitare che l’impatto ricada solo sulle famiglie, è stato previsto anche un Fondo Sociale per il Clima, pensato per sostenere i nuclei più vulnerabili durante questa transizione.
L’ETS 2 non è immediato, ma informarsi per tempo fa la differenza.
Capire come funzionano i costi, monitorare le offerte e scegliere fornitori trasparenti sarà sempre più importante.
Noi di latuabolletta.it seguiamo costantemente l’evoluzione normativa e le condizioni economiche applicate dai vari operatori, per aiutare i consumatori a evitare rincari non giustificati e a orientarsi in un mercato sempre più complesso.
Perché una bolletta più chiara non nasce solo da prezzi più bassi, ma da scelte consapevoli.
Il settore del fotovoltaico in Italia continua a espandersi in modo significativo, con sempre più famiglie, condomìni e aziende che scelgono di adottare questa tecnologia sostenibile. Secondo il report "Italia Solare" e i dati GAUDI di Terna, al 30 giugno 2024, erano stati installati oltre 1,76 milioni di impianti solari, per una capacità complessiva di 33,62 GW. Questo valore rappresenta una copertura di circa il 9% del fabbisogno energetico annuale del paese, evidenziando l'importanza crescente dell'energia solare nel mix energetico italiano.
L’interesse per il fotovoltaico è supportato da innovazioni tecnologiche che riducono i costi e aumentano l’efficienza degli impianti, ma anche da una consapevolezza ambientale diffusa e da una serie di incentivi. Questi supporti finanziari sono stati introdotti per favorire la transizione verso fonti rinnovabili, alleggerendo il peso economico dell’installazione iniziale. Esaminiamo nel dettaglio le principali agevolazioni disponibili.
1. Bonus Fotovoltaico al 50% per Privati
Il Bonus Fotovoltaico al 50%, parte del Bonus Casa e dell’EcoBonus, permette ai privati di detrarre il 50% delle spese per installazioni fotovoltaiche a uso residenziale. Per il 2024, il limite di spesa massimo è fissato a 96.000 euro e si applica sia alla prima che alla seconda casa, includendo anche le spese accessorie come l’installazione delle batterie per l'accumulo e i collaudi.
Tra i requisiti per accedere al bonus:
Questa detrazione copre gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione, permettendo a chi desidera investire nel fotovoltaico di risparmiare sui costi complessivi. La scadenza per accedere al bonus è fissata al 31 dicembre 2024. Dal 2025, il bonus per le seconde case sarà ridotto al 36%, con un tetto di spesa dimezzato a 48.000 euro.
2. Superbonus Fotovoltaico al 70% per Condomini
Il Superbonus al 70% è un incentivo ideato per facilitare l’adozione del fotovoltaico nei condomini e sostituisce il precedente Superbonus 110%. Questa agevolazione consente di detrarre il 70% delle spese sostenute per impianti solari e richiede la realizzazione di interventi “trainanti” che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio. Esempi di lavori trainanti includono l’isolamento termico, la sostituzione di impianti di riscaldamento e la messa in sicurezza sismica dell’immobile.
Beneficiari del Superbonus al 70%:
La documentazione necessaria comprende una relazione tecnica redatta da un esperto abilitato, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), e un bonifico specifico per le spese. La scadenza di questo incentivo è fissata al 31 dicembre 2024; per le domande presentate dal 1 gennaio 2025, la detrazione sarà ridotta al 65%.
3. Reddito Energetico per Famiglie a Basso Reddito
Il Reddito Energetico è un fondo nazionale creato nel 2023 per sostenere le famiglie in condizioni di difficoltà economica nell’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo. Il contributo è a fondo perduto e prevede una quota fissa di 2.000 euro, più una quota variabile di 1.500 euro per ogni kW installato. Tra i requisiti:
Le domande per il Reddito Energetico vanno presentate tramite il portale GSE, l’ente che gestisce il fondo e le risorse disponibili. Le regioni del Sud Italia hanno accesso prioritario a questi fondi, che sono limitati e ripartiti in base alla domanda.
4. Incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un modello innovativo di autoproduzione e consumo collettivo di energia. Gli incentivi per le CER comprendono tariffe incentivanti che premiano l’energia prodotta e consumata all'interno della comunità, contributi a fondo perduto derivati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e un corrispettivo stabilito dall’ARERA per ogni MWh di energia consumata dai membri della comunità.
I membri delle CER possono includere privati cittadini, piccole imprese, enti locali e condomìni. Il modello delle CER riduce i costi energetici e ottimizza l’uso delle risorse rinnovabili.
5. Decreto Fer2: Sostegno a Tecnologie Innovative
Il Decreto Fer2, approvato nel 2024, offre supporto a impianti innovativi basati su fonti rinnovabili come biogas, biomasse, solari termodinamici, geotermoelettrici e fotovoltaici galleggianti. L’obiettivo del decreto è stimolare la competitività di tecnologie a basse emissioni e promuovere la decarbonizzazione entro il 2030. Gli impianti sostenuti da questo decreto devono dimostrare una capacità innovativa e un impatto ambientale minimo, integrandosi efficacemente nel territorio in cui sono installati.
Il Decreto Fer2 rappresenta un'opportunità per chi vuole investire in tecnologie rinnovabili all'avanguardia, con vantaggi sia economici che ambientali. Gli impianti innovativi incentivati dal decreto includono anche soluzioni di energia mareomotrice e impianti eolici off-shore, settori strategici per l’Italia.
Procedura per Ottenere le Agevolazioni
La procedura per ottenere queste agevolazioni prevede la presentazione di una domanda attraverso il portale del GSE e la consegna di documenti specifici. Tra questi, il bonifico parlante per attestare le spese, una relazione tecnica che certifichi la congruità dei materiali e l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Ogni incentivo ha requisiti specifici, e le risorse sono spesso limitate, quindi è consigliabile informarsi per tempo sulle scadenze e preparare tutta la documentazione necessaria.
In conclusione, l'ampia gamma di incentivi e agevolazioni oggi disponibili in Italia favorisce notevolmente la transizione verso l’energia solare, con vantaggi sia per il singolo individuo che per le comunità. Investire nel fotovoltaico significa non solo ridurre la spesa energetica, ma anche contribuire a un futuro più sostenibile.
Global Electricity Review 2024: La Transizione verso le Energie Rinnovabili
Il Global Electricity Review 2024 pubblicato da Ember, think tank indipendente sulla transizione energetica, offre una panoramica sullo stato globale delle fonti energetiche, con un focus sulle energie rinnovabili. Questo report evidenzia come le energie pulite, specialmente solare ed eolico, stiano superando le fonti fossili in diverse regioni del mondo, accelerando il percorso verso la decarbonizzazione.
🔋 Rinnovabili in Crescita
Il 2024 rappresenta un anno chiave per la transizione energetica, con fonti come solare ed eolico che si stanno affermando come protagonisti nella produzione globale di elettricità. Secondo il rapporto, il crollo dei costi delle tecnologie rinnovabili e politiche più ambiziose stanno contribuendo a questo cambiamento, con Paesi che puntano sempre più sulle rinnovabili per ridurre l'uso di combustibili fossili.

🔋 Rinnovabili in Crescita
Il 2024 rappresenta un anno chiave per la transizione energetica, con fonti come solare ed eolico che si stanno affermando come protagonisti nella produzione globale di elettricità. Secondo il rapporto, il crollo dei costi delle tecnologie rinnovabili e politiche più ambiziose stanno contribuendo a questo cambiamento, con Paesi che puntano sempre più sulle rinnovabili per ridurre l'uso di combustibili fossili.
Source: Monthly electricity data, Ember
📉 Declino del Carbone
Il carbone, principale fonte di emissioni di CO2, sta vivendo un declino significativo. Grazie a incentivi per le energie pulite e nuovi target climatici, molti Paesi stanno accelerando la chiusura delle centrali a carbone. In Europa, la produzione da carbone è scesa del 30% in un solo anno, con la quota di energia fossile sotto il 25% per la prima volta.
📊 Il trend italiano: crescita delle rinnovabili
In Italia, la crescita delle rinnovabili ha avuto un impatto significativo. Nel primo semestre del 2024, il 43,8% della domanda elettrica nazionale è stata coperta da fonti rinnovabili, con un contributo idroelettrico predominante, pari al 39% della produzione totale di energie verdi. Anche il fotovoltaico ha registrato una forte crescita, coprendo il 26,4% del mix rinnovabile, grazie all’aumento della capacità installata.

Source: Monthly electricity data, Ember
💡 L'Innovazione Tecnologica come Motore del Cambiamento
Il progresso tecnologico è stato essenziale per rendere le rinnovabili più efficienti e accessibili. Sistemi avanzati di accumulo energetico e soluzioni fotovoltaiche stanno rendendo possibile un futuro energetico più sostenibile. Ad esempio, la Germania ha aggiunto 6,5 GW di capacità solare, mentre l'Italia ha contribuito con 2,5 GW.
🌱 Un Futuro a Emissioni Zero
Il rapporto di Ember conferma che l'Europa sta facendo progressi significativi nella riduzione dell'uso delle fonti fossili. La produzione di elettricità da eolico e solare continua a crescere, portando l'Europa più vicino all’obiettivo di neutralità climatica. Nonostante questo, ci sono ancora sfide da affrontare: la velocità di transizione varia tra le regioni, e Paesi con economie emergenti devono affrontare ostacoli legati agli investimenti infrastrutturali e alla crescente domanda di elettricità.
Il Global Electricity Review 2024 mostra chiaramente che la direzione è quella giusta, ma è necessario continuare a investire e sostenere politiche per accelerare la transizione. Il futuro energetico sarà sempre più verde, con un ruolo cruciale per le energie rinnovabili nel raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050.
Per ulteriori approfondimenti, visita Ember Climate
Quante volte, magari parlando con un amico o sfogliando un volantino di elettrodomestici, ti sei chiesto: "Ma conviene davvero passare dai fornelli a gas a un piano cottura a induzione?"
È una domanda che si fanno in tanti, soprattutto oggi. Le bollette incidono sempre di più sul bilancio familiare, la sicurezza domestica è una priorità per chi ha bambini, e c'è una crescente sensibilità verso l'ambiente. Ma oltre alla moda o alle promesse pubblicitarie, cosa dice davvero il confronto tra gas e induzione? Qual è la scelta più conveniente, e soprattutto: in quali casi vale la pena fare il salto?
Proviamo a mettere ordine, punto per punto.
Uno dei motivi principali per cui si considera l'induzione è l'efficienza. Ma cosa significa davvero?
Il piano a induzione non scalda l'aria intorno, né se stesso: genera un campo magnetico che attiva direttamente la pentola, trasferendo il calore esattamente dove serve. Il risultato? Fino al 90% dell'energia utilizzata viene effettivamente usata per cucinare. E i tempi si accorciano: l'acqua bolle in meno di metà tempo rispetto al gas.
Il gas, invece, funziona in modo molto più "dispersivo". Solo il 50-65% del calore finisce nella pentola. Il resto si perde, spesso inutilmente, nell'ambiente. E chi cucina spesso lo sa: quel calore si sente tutto... soprattutto d'estate.
Qui bisogna essere onesti: dipende dalle abitudini di consumo e dalla composizione della bolletta.
Facciamo un esempio pratico su base annua, per una famiglia che cucina regolarmente.
Con l'induzione:
Con il gas:
Già così, la differenza è evidente: l'induzione permette un risparmio anche del 30% solo sulla cucina.
Ma se hai un impianto fotovoltaico o stai pensando di installarlo, la bilancia pende ancora di più verso l'induzione: puoi cucinare praticamente a costo zero, sfruttando l'energia del sole.
Non è tutto oro quello che luccica, è vero. Prima di passare all'induzione, è bene sapere che:
Quindi è importante valutare tutto nel complesso, non solo i consumi.
Il gas, da questo punto di vista, è più "immediato": non richiede modifiche all'impianto e funziona con qualsiasi pentola.
Per molte famiglie, la sicurezza è un argomento centrale.
L'induzione è indubbiamente più sicura. Non c'è fiamma viva, non ci sono emissioni, e il piano si raffredda molto velocemente dopo l'uso. In più, molti modelli hanno blocchi di sicurezza per i bambini e si spengono automaticamente se la pentola viene rimossa.
Il gas, invece, richiede maggiore attenzione. Le fiamme sono sempre un rischio, soprattutto in presenza di bambini o in case dove si cucina tanto. Ci sono anche potenziali pericoli legati a fughe, perdite o accumulo di CO₂, specie in ambienti poco ventilati.
Dal punto di vista ambientale, non ci sono dubbi.
Il gas naturale, pur essendo una fonte relativamente pulita, produce circa 2 kg di CO₂ per ogni metro cubo consumato. Cucinare a gas, quindi, comporta inevitabilmente un'impronta carbonica.
L'induzione, se alimentata da energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (come il fotovoltaico), può essere quasi a impatto zero. Non solo: abbandonare il gas significa anche ridurre il rischio di emissioni inquinanti all'interno delle mura domestiche.
Qui arriviamo a uno degli aspetti più importanti: il vero risparmio arriva se puoi eliminare del tutto il gas in casa.
Se lo usi solo per cucinare, passare all'induzione ti consente di chiudere il contratto del gas. E questo significa:
In questo scenario, il passaggio all'induzione è davvero vantaggioso su tutti i fronti: economico, pratico, ambientale e di sicurezza.
Se però in casa il gas viene ancora usato per il riscaldamento o l'acqua calda sanitaria, il discorso cambia.
In questi casi, mantenere l'impianto attivo solo per i fornelli non giustifica del tutto la spesa per passare all'induzione. I vantaggi ci sono, ma rischiano di essere annullati dai costi di modifica e dalla necessità di aumentare la potenza elettrica.
Non esiste una risposta valida per tutti, ma ci sono delle indicazioni chiare:
Hai dubbi? Ti piacerebbe fare un confronto tra le opzioni disponibili per capire cosa conviene davvero, in base alla tua casa e alle tue abitudini?
Siamo qui per aiutarti. Con un po' di chiarezza e qualche dato alla mano, la scelta giusta si fa da sola.
Impatto ambientale: quale delle due inquina meno?
Dal punto di vista ambientale, non ci sono dubbi.
Il gas naturale, pur essendo una fonte relativamente pulita, produce circa 2 kg di CO₂ per ogni metro cubo consumato.
Cucinare a gas, quindi, comporta inevitabilmente un’impronta carbonica.
L’induzione, se alimentata da energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (come il fotovoltaico), può essere quasi a impatto zero.
Non solo: abbandonare il gas significa anche ridurre il rischio di emissioni inquinanti all’interno delle mura domestiche.
Il vero punto: conviene davvero se puoi dire addio al gas
Qui arriviamo a uno degli aspetti più importanti: il vero risparmio arriva se puoi eliminare del tutto il gas in casa.
Se lo usi solo per cucinare, passare all’induzione ti consente di chiudere il contratto del gas.
E questo significa:
• Risparmiare fino a 120 euro all’anno solo di quota fissa
• Avere una bolletta in meno da gestire
• Eliminare l’impianto a gas, con un guadagno anche in termini di spazio e semplicità
In questo scenario, il passaggio all’induzione è davvero vantaggioso su tutti i fronti: economico, pratico, ambientale e di sicurezza.
Quando invece non conviene (almeno per ora)
Se però in casa il gas viene ancora usato per il riscaldamento o l’acqua calda sanitaria, il discorso cambia.
In questi casi, mantenere l’impianto attivo solo per i fornelli non giustifica del tutto la spesa per passare all’induzione.
I vantaggi ci sono, ma rischiano di essere annullati dai costi di modifica e dalla necessità di aumentare la potenza elettrica.
In conclusione
Non esiste una risposta valida per tutti, ma ci sono delle indicazioni chiare:
• L’induzione è più efficiente, sicura e – in molti casi – più economica.
• Conviene davvero se puoi disattivare il contratto del gas, semplificando la gestione della casa.
• Se invece il gas serve anche per altri usi, il passaggio va valutato con attenzione.
Hai dubbi? Ti piacerebbe fare un confronto tra le opzioni disponibili per capire cosa conviene davvero, in base alla tua casa e alle tue abitudini?
Siamo qui per aiutarti.
Con un po’ di chiarezza e qualche dato alla mano, la scelta giusta si fa da sola.
A partire dal 1° gennaio 2025, entrano in vigore nuove regole per i contratti di energia elettrica e gas. La delibera 395/2024/R/com di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) introduce importanti novità che mirano a rafforzare la tutela dei consumatori, migliorare la trasparenza nei contratti e garantire un mercato più equo.
Queste misure, frutto di un confronto con le associazioni dei consumatori, si concentrano su contratti stipulati a distanza o fuori dai locali commerciali, ma non solo. Scopriamo insieme cosa cambierà.
Contratti più trasparenti e verificabili
I contratti sottoscritti fuori dai locali commerciali o a distanza, come nel caso di vendite telefoniche o porta a porta, saranno regolamentati con maggiore attenzione:
Esempio pratico: Se accetti un contratto per telefono, non sarà più sufficiente dire “sì”. Il venditore dovrà inviarti un documento scritto da approvare prima della conclusione del contratto.
Più tempo per ripensare alle decisioni
Il diritto di recesso sarà esteso da 14 a 30 giorni per i contratti sottoscritti durante:
Questa modifica mira a proteggere i consumatori da decisioni affrettate, spesso prese sotto pressione.
Modifiche contrattuali più trasparenti
Eventuali variazioni delle condizioni contrattuali, rinnovi o modifiche unilaterali saranno soggetti a regole più stringenti:
Inoltre, se il venditore non rispetta i tempi di preavviso, sarà obbligato a corrispondere un indennizzo automatico al cliente.
Esempio pratico: Se il tuo contratto cambia e ricevi la comunicazione in ritardo, avrai diritto a un rimborso senza doverlo richiedere.
Responsabilità estesa ai venditori
Per contrastare pratiche scorrette nel telemarketing e teleselling, ARERA ha ribadito che:
Perché queste regole sono importanti?
Negli ultimi anni, il settore dell’energia ha affrontato sfide importanti:
“La nuova normativa - spiega Stefano Besseghini, presidente di ARERA - rappresenta un ulteriore passo verso un mercato più equo, con regole che riequilibrano il rapporto tra operatori e consumatori.”
Come cambieranno le comunicazioni?
ARERA ha posto grande attenzione alle comunicazioni tra venditori e clienti:
In caso di controversie: Spetterà al venditore dimostrare di aver inviato e recapitato la comunicazione.
Cosa significa per i consumatori?
Le nuove regole rappresentano un importante passo avanti:
Con queste novità, ARERA punta a creare un mercato energetico più affidabile, in cui i consumatori possano fare scelte consapevoli senza subire pressioni o sorprese.
Scopri di più sulla delibera 395/2024/R/com visitando www.arera.it.
In tempi di incertezza economica, è normale voler pianificare meglio le spese e cercare soluzioni che diano sicurezza. Per questo molte famiglie si chiedono: "Meglio scegliere un contratto a prezzo fisso per gas ed energia elettrica?" La risposta, oggi, è più chiara che mai: no, non conviene. E in questa guida ti spieghiamo perché — senza tecnicismi, ma con tutte le informazioni utili per fare la scelta giusta.
In tempi di incertezza economica, è normale voler pianificare meglio le spese e cercare soluzioni che diano sicurezza. Per questo molte famiglie si chiedono: "Meglio scegliere un contratto a prezzo fisso per gas ed energia elettrica?" La risposta, oggi, è più chiara che mai: no, non conviene. E in questa guida ti spieghiamo perché — senza tecnicismi, ma con tutte le informazioni utili per fare la scelta giusta.
Negli ultimi anni il gas ha subito vere e proprie impennate di prezzo. Abbiamo visto bollette raddoppiare, e a volte anche di più. Tutta colpa della crisi energetica e delle tensioni internazionali.
Ma oggi il contesto è molto diverso:
Tutto questo ha un effetto chiaro: i prezzi stanno scendendo e lo faranno ancora nei prossimi mesi, salvo imprevisti gravi. Fissare oggi un prezzo "alto" per paura dei rincari può rivelarsi una mossa sbagliata: si rischia di pagare di più del necessario, mentre chi sceglie tariffe variabili potrà approfittare di questi ribassi.
Anche il costo dell'elettricità segue in parte l'andamento del gas, ma con una buona notizia: le fonti rinnovabili stanno crescendo, e questo rende il mercato elettrico più stabile.
Eolico, fotovoltaico, idroelettrico... producono energia in modo continuo e sempre meno dipendente dal prezzo dei combustibili fossili. In questo momento:
Bloccare ora un prezzo fisso non porta vantaggi: meglio restare nel mercato variabile, lasciando spazio a eventuali opportunità di risparmio.
Facciamo un esempio semplice.
Scegliere il prezzo fisso è un po' come sottoscrivere un'assicurazione: paghi oggi per essere protetto domani. Solo che, in questo caso, il premio è molto alto.
Infatti i fornitori, per tutelarsi da futuri aumenti, alzano fin da subito il prezzo dell'offerta. Ecco il risultato:
Morale? In questo contesto, il prezzo fisso non protegge, ma penalizza. Ti fa spendere di più per una sicurezza che, di fatto, non serve.
La soluzione migliore, oggi, per le famiglie è mantenere la flessibilità. Scegliere una tariffa a prezzo variabile, con la possibilità di cogliere i vantaggi del mercato in discesa, è la scelta più razionale e conveniente.
Ma attenzione: questo non significa lasciare tutto al caso. Significa essere più attenti, più informati, e magari avere al proprio fianco un consulente o un referente di fiducia che ti aiuti a monitorare l'andamento dei prezzi e valutare quando sarà il momento giusto per bloccare una buona offerta.
✔ Nei prossimi 12 mesi, evitare i contratti a prezzo fisso per gas e luce è una scelta intelligente. ✔ Il mercato sta cambiando e chi resta aggiornato ha solo da guadagnarci. ✔ Con la giusta guida, è possibile gestire l'energia in modo consapevole e alleggerire davvero il peso delle bollette.
Se desideri una consulenza o un confronto sulle offerte più adatte, contattaci: l'energia si può gestire con